‘The Mandalorian’: Katee Sackhoff dà vita a Bo-Katan

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‘The Mandalorian’: Katee Sackhoff dopo aver prestato la voce al personaggio di Bo-Katan Kryze in ‘Star Wars: The Clone Wars’ e ‘Star Wars: Rebels’, dà vita al personaggio in ‘The Mandalorian’ capitolo 11

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‘The Mandalorian’: Katee Sackhoff dopo aver prestato la voce al personaggio di Bo-Katan Kryze in Star Wars: The Clone Wars e Star Wars: Rebels, sia stata in grado di riportare in vita il personaggio in The Mandalorian capitolo 11 ‘The Heiress’.  

“Mentirei se dicessi qualcosa di diverso, è strabiliante e un sogno che si avvera”, ha detto a Collider in un’intervista telefonica la Sackhoff. In ‘The Heiress’, Bo-Katan ha bisogno di un favore dal Mandalorian – in particolare, il suo aiuto con un raid che spera l’aiuterà a localizzare la Darksaber, l’arma che il personaggio ha accettato quando è diventata un leader del suo popolo durante la sua ultima apparizione in Rebels, ma ora è in possesso del big bad mandaloriano Moff Gideon (Giancarlo Esposito).

'The Mandalorian': Katee Sackhoff
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Sackhoff ha parlato della sfida di interpretare Bo-Katan sullo schermo, dalle manovre con l’armatura al sistemarsi i capelli, nonché di com’è davvero Baby Yoda dietro le quinte. E mentre Sackhoff non è stata in grado di rispondere all’unica domanda che i fan dei ribelli hanno posto e la cui risposta aspettando con ansia – ossia, come ha fatto Bo-Katan a separarsi dalla sua Darksaber?- è stata in grado di fornire alcune nuove informazioni sul perché, esattamente, il guerriero era così determinato per riaverlo.

Ma com’è stato quel salto mentale? Perché l’esperienza reale, la recitazione per questi due diversi tipi di performance deve essere così diversa? Katee Sackhoff racconta di come le due esperienze siano completamente diverse. Dal primo giorno di lavorazione ha capito che non sarebbe stato semplice. È stato come essere preparati ma non preparati. La collega Bryce Dallas Howard ha sintetizzato la cosa usando un’efficace metafora di Pinocchio, dice la Sackhoff: “Mi sentivo come se fossi esistita … che ero stata una bambina di legno per così tanto tempo e poi all’improvviso ero reale e non sapevo come camminare, parlare o muovermi o fare qualsiasi cosa”.

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Finanche i capelli sono stati un importante cambiamento. Quel livello di arancione che ha nell’animazione non è realistico e si è dovuto, dunque, adattare alla realtà ma mantenendo una familiarità con il personaggio, non irritante, così da essere riconoscibile dai fan. L’attrice però è a lavoro su un altro progetto e dunque non potendosi tingere i capelli, ha dovuto indossare una parrucca.

Nel corso dell’intervista è stato poi chiesto all’attrice di parlare di Baby Yoda, se conoscesse il nome e se fosse noto ai componenti del cast. Sachoff ha detto che lo chiamano solo “Baby”. “Ha interagito con me”, dice, “Una delle cose che preferisco fare è sedermi accanto a Baby e conversare con lui come se fosse un vero ragazzo vivo. E di tanto in tanto, i controller sono fermi … hanno le cuffie e possono ancora sentirmi e reagiscono come Baby intrattenendo intere conversazioni con le sue piccole orecchie che si muovono e la sua faccia che si muove”.

Di sicuro, ciò che emerge dagli episodi della saga è che tutti i pezzi, animati o live action, hanno senso se visti in continuità dando corpo ad una storia unica nel suo genere e in cui vengono tirati tutti i fili della trama.

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