Romulus, recensione dei primi due episodi

Recensione di Romulus, serie tv sequel de Il primo re diretta da Matteo Rovere. Nel cast Andrea Arcangeli, Marianna Fontana, Francesco di Napoli

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Sono stati presentati alla Festa del Cinema di Roma i primi due episodi dell’attesissima serie Romulus (trailer), diretta e ideata da Matteo Rovere con Andrea Arcangeli, Marianna Fontana, Francesco di Napoli. La serie è una produzione Sky, Cattleya – parte di ITV Studios – e Groenlandia. Romulus è disponibile su Sky Atlantic e Now Tv dal 6 novembre 2020. Tutti gli episodi saranno disponibili anche in 4K HDR con Sky Q satellite e saranno sempre disponibili On Demand.

Girato interamente in protolatinoRomulus, ambientato nel VII secolo a.c. racconta il mondo dell’epoca attraverso le vite di tre ragazzi segnati dalla morte, dalla solitudine e dalla violenza: Iemos, Wiros e la giovane Ilia.

Cosa succede nei primi due episodi

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In una zona del Lazio, i trenta popoli della Lega Latina vivono da anni sotto la guida del re di Alba Numitor. Ma a causa di una forte siccità e carestia il re Numitor, secondo le credenze degli Dei, deve consultare l’aruspice. Alba Numitor deve andare in esilio, così il trono passerà ai nipoti, Enitos e Yemos, gemelli nati da sua figlia Silvia. Nonostante l’indole diversa dei due ragazzi, il loro legame è fortissimo. Enitos, che dei due è quello più coraggioso e responsabile ama Ilia, una ragazza chiusa da anni nel tempio di Vesta.

Nel frattempo a Velia un gruppo di ragazzi, i Luperci, viene mandato nel bosco per sopravvivere alla minaccia di Rumina, una dea pericolosa che abita la foresta. Tra loro figura Wiros un orfano che diventa presto lo zimbello del gruppo. Nel frattempo, Numitor Amulius, fratello di Alba, convinto da sua moglie Gala, capisce di avere un’ultima occasione per appagare la sua sete di potere.Qualcosa va storto e Yemos fugge dalla città per rifugiarsi nei boschi; sarà in quest’occasione che incontrerà Wiros.

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Se Alessandro Tonda aveva debuttato al lungometraggio con The Shift alla Festa del Cinema, Matteo Rovere – reduce dal successo de Il primo re – si affaccia alla serialità televisiva con un prodotto dal forte appeal internazionale e dal buon fascino visivo, frutto di una interessante messa in scena. Un po’ Game of Thrones e un po’ Vikings, i primi due episodi della serie aprono la strada a numerose sotto trame che evidenziano una discreta costruzione dei personaggi e delle rispettive back story.

In Romulus non mancano alcune scelte fuori come luogo, come ad esempio la canzone Shout, nota hit degli anni Ottanta cantata dai Tears For Fears che fa da sfondo ai titoli di testa e gli effetti speciali al limite del kitsch. Rovere non si sbilancia, preferisce adoperare una regia standard che non offre nulla di particolare al pubblico. Nonostante la scarsa chiarezza logica di alcuni eventi, siamo sicuri che alcune situazioni vengano risolte nel corso dei restanti otto episodi che completano la serie. In fin dei conti, in questi due episodi di Romulus c’è poca originalità nel raccontare situazioni contemporanee rappresentate in chiave storica.

Questa era la recensione di Romulus, la prima serie tv diretta da Matteo Rovere insieme a Michele Alhaique e Enrico Maria Artale. Nel cast Andrea Arcangeli, Marianna Fontana, Francesco di Napoli. Dal 6 novembre su Sky e NOW TV.

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PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Sceneggiatura
Interpretazione
Fotografia
Montaggio
Effetti Speciali

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