Respect, recensione del biopic su Aretha Franklin

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Respect, recensione del film che racconta la vita e la carriera di Aretha Franklin, diretto da di Liesl Tommy, con Jennifer Hudson e Forest Whitaker.

Aretha Franklin, icona della musica gospel, soul e R&B e simbolo della lotta per i diritti civili, è protagonista di Respect, diretto da Liesl Tommy. A darle il volto Jennifer Hudson. Il film parte dai primi anni della sua vita, divisa tra l’amore e la pressione di un padre padrone, segnata da un trauma terribile e dalla precoce scomparsa della madre, fino ad arrivare, dopo molti ostacoli e difficoltà, a diventare la star che tutti conoscono.

Seguendo ogni regola, anche troppo rigidamente, del classico biopic musicale, Respect traccia un arco piuttosto completo della vita privata e professionale di una donna simbolo di innovazione, spirito e grinta. Respect non è solo il titolo di una delle iconiche canzoni incise da Aretha Franklin, ma è anche un tema portante del film di Liesl Tommy, un rispetto che la donna cerca e vuole ottenere, capendo che si tratta di un diritto che nessuno può toglierle. Un brano che diventerà inno dei movimenti femministi. La pellicola riesce così anche a raccontare l’emotività della Franklin, tormentata da drammi del passato e dall’amore verso un uomo violento e autoritario come il marito Ted White, dal quale divorziò dopo otto anni di matrimonio.

Una scelta inconcludente

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Respect

Respect si concentra troppo poco sulla prima parte del film, sull’infanzia che segnerà per anni la vita di Aretha Franklin, lasciando così da parte empatia ed emotività, che invece riesce a trasmettere maggiormente nella seconda metà del film, quando la Franklin, prima di diventare una stella della musica, passa anni a cercare la propria voce, il proprio stile e a trasformare in note e brani la propria anima. La ricerca della fama si trasforma nella necessità del successo, in un desiderio di creare e scrivere canzoni che rimarranno nella Storia. Aretha Franklin diventa una vera e propria diva rischiando più volte di non riuscire a gestire quel successo tanto sognato.

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Dalla scelta dei costumi al trucco, così come alle acconciature, Respect può definirsi anche un film storico, che rappresenta un’America scossa da numerosi cambiamenti a livello sociale e politico. Niente da dire sulle performance di Jennifer Hudson e Forest Withaker che, insieme sulla scena, mostrano un rapporto conflittuale e una tensione emotiva quasi del tutto assente nel resto della pellicola. Anche la fotografia rimanda con eleganza a un’epoca, passando dalle luci soffuse dei piccoli locali di una New York notturna, fino ai maggiori teatri e palchi di Los Angeles, Chicago, Philadelphia, Amsterdam, Parigi e Vienna. La regia che lascia troppo da parte il sentimento, riesce a coinvolgere solo in alcuni momenti, durante le sequenze di litigo e le scene del declino commerciale della Franklin, prima della sua rinascita.

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Questa era la recensione di Respect, diretto da Liesl Tommy, Jennifer Hudson, Forest Whitaker, LeRoy McClain, Tate Donovan, Audra McDonald, in uscita nei cinema il 30 settembre 2021.

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PANORAMICA RECENSIONE

Regia
5
Sceneggiatura
6
Interpretazione
7
Sound
8
Emozione
4
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