Marilyn ha gli occhi neri, recensione del film con Stefano Accorsi e Miriam Leone

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Marilyn ha gli occhi neri, recensione del film con protagonisti Stefano Accorsi e Miriam Leone, diretto da Simone Godano.

Marilyn ha gli occhi neri con Stefano Accorsi e Miriam Leone, diretto da Simone Godano, con nel cast anche Thomas Trabacchi, Mario Pirrello e Andrea Di Casa, racconta una condizione di emarginazione, un gruppo di persone allontanate perché considerate diverse; semplicemente incomprese ed estremamente speciali.

Il film di Simone Godano narra la storia di Diego e Clara, lui con un problema di rabbia e una serie di strani tic e lei, mitomane che vive in un mondo tutto suo, e che si auto-convince della miriade di bugie che racconta. All’interno di un gruppo sottoposto a una forzata riabilitazione, è proprio attraverso mezze verità che i due protagonisti ritrovano se stessi. Dirigendo il Monroe, ristorante di quartiere che diventa il locale più richiesto del momento, le grandi menzogne diventano la soluzione migliore. Ma le difficoltà, per chi spesso è considerato “troppo fuori dagli schemi” non mancano mai.

Una follia speciale

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Marilyn ha gli occhi neri

Con una riflessione sulla diversità e l’inclusione, sull’esteriorità che convince a vivere un’esperienza fuori dal comune, insolita e quindi dichiaratamente speciale, Marilyn ha gli occhi neri riesce dichiara e diverte senza giudicare. Una commedia amara è il genere che meglio definisce il nuovo lungometraggio di Simone Godano, che con un magistrale Stefano Accorsi e una straordinaria Miriam Leone, realizza un film di personaggi fatto dai personaggi. Entrambi incarnano alle perfezione quelle problematiche psichiche che li rendono schiavi di un sistema che non sempre li capisce e che, prima di tutto, dovrebbe solo capirli.

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Ma non è la denuncia che contraddistingue il film, di per sé originale e coinvolgente, anche se a volte eccessivamente sopra le righe. Come se per caratterizzare personaggi interessanti sembra fondamentale renderli singolari, bizzarri e stravaganti. Quando ognuno, a modo suo, può essere unico nel proprio genere. Lo stile del film è però dichiarato, così come anche il messaggio: alla fine viviamo in un mondo pieno di regole e, ancora una volta, sono i rapporti interpersonali, l’amore e l’affetto, a condizionare realmente la vita delle persone. La soddisfazione personale è tanto personale quanto senza eguali.

Un film troppo diluito nel tempo

Marilyn ha gli occhi neri

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Una balck comedy ben interpretata, a volte eccessiva e che fa della svolta centrale del film la parte più interessante, che rende la bugia che dà vita a tutto, il modo per capire ciò di cui si ha bisogno. Qualche tempo morto di troppo, dilungato in una spiegazione didascalica di ciò che è accaduto, risposta a quel tentativo di voler spiegare sempre troppo. Il film di Simone Godano, nonostante qualche disattenzione, è un prodotto completo e ben strutturato e che si avvale anche di sequenze, come quella d’apertura, esplosive e particolarmente forti.

Questa era la recensione di Marilyn ha gli occhi neri, diretto da Simone Godano, con Stefano Accorsi e Miriam Leone, in uscita nei cinema il 14 ottobre 2021.

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PANORAMICA RECENSIONE

Regia
7
Sceneggiatura
5
Interpretazione
9
Sound
5
Emozione
6
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